<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1" ?>

<rss version="2.0">

<channel>

<title>eXpoumbria News</title>

<copyright>2011</copyright>

<link>http://www.expoumbria.info/</link>

<description>eXpoumbria periodico online Testata giornalistica Reg. Trib. di Terni il 27/09/10 al nr. 1327 N. 11/10</description>

<language>it-IT</language>

<item>

<position>1 - 20</position>

<title>Corsi sul Digitale Terrestre</title>

<title>Corsi sul Digitale Terrestre</title>

<category>CRONACA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=161</link>

<description>(numero:313 Anno:1) Anche l&#8217;Umbria, al pari delle altre regioni italiane, si prepara all&#8217;avvento del digitale terrestre. Lo &#8220;switch-off&#8221; (letteralmente, &#8220;spegnimento&#8221;) della trasmissione del segnale analogico in favore di quello digitale &#232; infatti alle porte, fissato per il secondo semestre del 2011. Per questo, per non farsi trovare impreparati, l&#8217;Albo di qualificazione delle imprese di installazione elettrica Umbria (Unae), in collaborazione con Rai Way Umbria, ha organizzato, e continuer&#224; ad organizzare, corsi di qualificazione per installatori di antenna e personale tecnico del settore elettrico ed elettronico. La prima serie di lezioni, per un totale di 20 ore interamente finanziate dal Fondo sociale europeo nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Percorso Integrato su Energie Rinnovabili, Sicurezza degli Impianti elettrici e Innovazioni Tecnologiche&#8221;, si &#232; tenuta nei locali della Sustenia di Ponte San Giovanni e si &#232; conclusa gioved&#236; 5 maggio. &#8220;Sono stati circa 20 gli operatori che hanno aderito all&#8217;iniziativa di Ponte San Giovanni - ha dichiarato Franco Micanti, presidente di Unae Umbria -. Un successo, reso possibilie anche dalla disponibilit&#224; e dalla presenza dei tecnici di Rai Way, che speriamo di replicare a settembre o ad ottobre, quando (su richiesta dei nostri associati) organizzeremo altri corsi non finanziati sul digitale terrestre, sia in provincia di Perugia che in quella di Terni&#8221;. </description>

<pubDate>5 Aug 2011 17:29:20 +0100</pubDate>

<author>Mario Palazzetti</author>

</item>

<item>

<position>2 - 20</position>

<title>Non Penalizzare le imprese</title>

<title>Non Penalizzare le imprese</title>

<category>POLITICA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=160</link>

<description>(numero:313 Anno:1) Se la ricerca di un equilibrio tra lo sviluppo delle energie rinnovabili e la salvaguardia ambientale, riveste senz&#8217;altro un&#8217;importanza prioritaria per la nostra regione, alcuni elementi che emergono dalla nuova normativa in materia, rischiano concretamente di penalizzare anche l&#8217;attivit&#224; degli imprenditori agricoli umbri che si impegneranno nel settore. 
 
&#200; quanto afferma Coldiretti Umbria, in merito al Regolamento regionale sull&#8217;installazione degli impianti da fonti rinnovabili e la strategia 2011/2013, presentati stamane a Perugia nel corso di una conferenza stampa. 
 
In particolare - sostiene Coldiretti - riguardo agli impianti di qualsiasi potenza alimentati da biomassa vegetale o da biomassa di cui al Regolamento n.4/2011, e a quelli operanti in assetto cogenerativo, l&#8217;aumento delle distanze dai centri abitati, da 500 a 1500 metri per i primi e da 200 a 500 metri per i secondi, rischia di ridurre considerevolmente la possibilit&#224; di realizzare gli impianti, penalizzando, inoltre, l&#8217;opportunit&#224; di utilizzo dell&#8217;energia prodotta da parte delle comunit&#224; locali adiacenti a tali strutture. 
 
Inoltre - aggiunge Coldiretti - altro punto che desta forte perplessit&#224;, &#232; l&#8217;assunzione di validit&#224; retroattiva da parte del Regolamento: una situazione che andrebbe a sfavorire in modo rilevante quelle progettazioni in corso d&#8217;opera, che avevano tenuto conto dei precedenti dettami legislativi, con evidenti danni economici e precludendo, in taluni casi, con i nuovi parametri, la realizzazione di opere gi&#224; progettate, il cui iter amministrativo &#232; in corso. 
 
Pur tenendo conto - conclude Coldiretti - della bont&#224; complessiva del Regolamento, che ad esempio stabilisce giuste indicazioni riguardo al fotovoltaico per i terreni agricoli, l&#8217;auspicio &#232; che alcune sue criticit&#224;, possano trovare una &#8220;ricomposizione&#8221;, a tutela dell&#8217;attivit&#224; d&#8217;impresa, in virt&#249; anche dell&#8217;impatto economico importante che il settore pu&#242; rivestire per il mondo agricolo. </description>

<pubDate>5 Aug 2011  9:22:30 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>3 - 20</position>

<title>Stranezze di NY</title>

<title>Stranezze di NY</title>

<category>CULTURA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=159</link>

<description>(numero:312 Anno:1) Una fotografa con baffi disegnati legge il NY Dayly. 
Tranquilla, un paio di jeans e ... in topless.  
 
Prima, ovviamente, dell'intervento della polizia. 
 
La Grande Mela!</description>

<pubDate>4 Aug 2011 10:59:10 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>4 - 20</position>

<title>Piano "Suinicolo"</title>

<title>Piano "Suinicolo"</title>

<category>CRONACA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=158</link>

<description>(numero:310 Anno:1) Maggiori controlli all&#8217;importazione e l&#8217;approvazione dei decreti applicativi della legge nazionale sull&#8217;etichettatura che consenta di rendere riconoscibile al consumatore italiano non soltanto la provenienza della carne fresca di maiale, ma anche quella dei trasformati che rappresentano il 70 per cento della produzione suinicola del nostro Paese. Queste - spiega il presidente Coldiretti Umbria Albano Agabiti - le richieste principali di Coldiretti in occasione del tavolo suinicolo promosso, grazie anche alla mobilitazione del 26 luglio a Milano, dal Ministro per le Politiche agricole Saverio Romano, nel corso del quale sono state illustrate le linee del piano di settore che a met&#224; settembre dovr&#224; essere valutato dalla Conferenza Stato-Regioni. 
 
Per Coldiretti - ribadisce Agabiti - &#232; indispensabile partire con un piano di ristrutturazione che preveda, tra l&#8217;altro, disposizioni per il congelamento, per due anni, della situazione debitoria delle imprese di allevamento, misure per evitare azioni speculative sulle materie prime anche in relazione all&#8217;utilizzazione del mais nella produzione di biogas, l&#8217;attivazione di un piano per la produzione di suini leggeri allevati in Italia e contratti per la fornitura di suini all&#8217;industria prevedendo prezzi che tengano conto dei costi di produzione. Infine occorre alzare i livelli di controllo alle frontiere delle carni di maiale di provenienza non solo extracomunitaria, ma anche comunitaria in modo da evitare i ricorrenti, e pi&#249; volte denunciati, fenomeni di agropirateria. 
 
Intanto - come spiega il direttore della Coldiretti Umbria Alberto Bertinelli - prosegue anche l&#8217;impegno sul territorio per adottare un Piano organico per la zootecnia umbra, alle prese con emergenze di sostenibilit&#224; ambientale (con le questioni ancora &#8220;aperte&#8221; di Marsciano e Bettona), ma anche di commercializzazione e di mercato. Occorre restituire centralit&#224; ad un settore - aggiunge Bertinelli - che rappresenta oltre il 30% della produzione lorda vendibile agricola, fondamentale per la tutela ambientale e per il mantenimento delle zone marginali, cos&#236; come della qualit&#224; del cibo made in Umbria. Nelle osservazioni presentate da Coldiretti al Documento di obiettivi del Piano Zootecnico Regionale - ribadisce Bertinelli - &#232; stato sottolineato, tra l&#8217;altro, come uno degli obiettivi prioritari del Piano debba essere la salvaguardia e lo sviluppo del patrimonio zootecnico, contestualmente alla crescita del reddito degli allevatori, pur nel rispetto dell&#8217;ambiente. In particolare - sostiene il direttore della Coldiretti Umbria - visto che proprio la sostenibilit&#224; ambientale rappresenta la fonte di ispirazione del redigendo Piano, risulta indispensabile affrontarla e studiarla anche sotto l&#8217;aspetto dei costi che dovranno affrontare le imprese a questo riguardo. Tra le strategie del Piano - conclude infine Bertinelli - deve trovare uno spazio importante lo sviluppo di filiere locali: il territorio umbro offre infatti la possibilit&#224; di perseguire con successo la filiera corta, gi&#224; presente nel comparto bovino da carne (in cui per&#242; va rafforzata), mentre &#232; quasi totalmente assente negli altri comparti.</description>

<pubDate>2 Aug 2011 13:03:15 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>5 - 20</position>

<title>Premi Comunitari</title>

<title>Premi Comunitari</title>

<category>CRONACA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=157</link>

<description>(numero:306 Anno:1) Giungono finalmente notizie confortanti per gli imprenditori agricoli umbri, in merito ai pagamenti arretrati dei premi relativi al P.S.R. annualit&#224; 2007, 2008, 2009: a darne notizia &#232; la Coldiretti dell&#8217;Umbria, nel sottolineare come siano stati emessi questa settimana da parte di Agea (l&#8217;ente pagatore nazionale), due decreti per un importo di oltre 2 milioni di euro, che riguardano le liquidazioni delle misure strutturali del Piano di Sviluppo Rurale. 
Altri 3 milioni di euro circa, relativi alle misure agroambientali del P.S.R., sono attesi nei prossimi giorni - spiega il direttore Coldiretti Umbria Alberto Bertinelli - nel ricordare che tali erogazioni erano state annunciate nel corso di un Workshop tra Coldiretti Umbria, Agea e Regione Umbria a Palazzo Donini la scorsa settimana, nel quale era stato ribadito l&#8217;impegno nel chiudere entro l&#8217;anno tutti i pagamenti dei premi comunitari arretrati, fino alla campagna 2010. 
Coldiretti - aggiunge il direttore Bertinelli - continuer&#224; a monitorare l&#8217;importante lavoro intrapreso da Regione ed Agea al fine di arrivare ad un completo allineamento con le domande da liquidare; un percorso - aggiunge - che richiede ancora un forte impegno di tutti i soggetti interessati. 
Non avere garanzie sui tempi di incasso dei contributi - ribadisce Bertinelli - rappresenta infatti un grande elemento di penalizzazione per gli imprenditori, con ulteriore aggravio di costi e quindi contrazione del reddito aziendale. Gli aiuti del P.S.R. costituiscono, tra l&#8217;altro, il giusto e legittimo compenso che la politica comunitaria riconosce in virt&#249; di impegni precisi presi dagli imprenditori, in merito alla salvaguardia del territorio, alla sicurezza alimentare e al benessere degli animali. Occorre quindi - conclude il direttore Coldiretti Umbria Bertinelli - che si arrivi ad un sistema che dia risposte puntuali e a costo zero per le imprese agricole umbre.</description>

<pubDate>29 Jul 2011 13:48:54 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>6 - 20</position>

<title>Maiali a Piazza Affari</title>

<title>Maiali a Piazza Affari</title>

<category>CRONACA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=156</link>

<description>(numero:303 Anno:1) Anche una delegazione di imprenditori della Coldiretti Umbria a Milano 
davanti alla Borsa:  
 
dal maiale alla braciola, i prezzi aumentano di almeno cinque volte 
 
 
 
Anche una delegazione di imprenditori della Coldiretti Umbria ha partecipato 
stamane al &#8220;blitz&#8221; davanti alla Borsa di Milano, con gli allevatori italiani 
provenienti dalle principali regioni di produzione che hanno portato in 
Piazza Affari i propri maiali, ai quali non riescono pi&#249; a garantire un 
pasto adeguato a causa delle speculazioni che, con i mercati finanziari in 
difficolt&#224;, stanno interessando l&#8217;oro ma anche le materie prime per 
l&#8217;alimentazione degli animali, i cui costi sono saliti a livelli 
insostenibili. 
 
Una grande manifestazione per salvare gli allevamenti nostrani - spiega 
Albano Agabiti presidente di Coldiretti Umbria - a sostegno dell&#8217;economia 
reale che &#232; alla base del successo del Made in Italy nel mondo, ma che &#232; 
sotto attacco delle manovre finanziarie internazionali che rischiano di far 
sparire dalla tavola salami e prosciutti italiani stretti nella morsa 
dell&#8217;aumento dei costi di produzione e della concorrenza sleale dei prodotti 
stranieri spacciati come italiani per effetto di una globalizzazione senza 
regole. 
 
Il risultato delle speculazioni sulle materie prime alimentari e 
sull&#8217;energia da un lato e la concorrenza sleale dall&#8217;altro - ribadisce 
Alberto Bertinelli direttore della Coldiretti Umbria - rischia di far 
chiudere i battenti di centinaia di aziende italiane. Il primo &#8220;imputato&#8221; &#232; 
la volatilit&#224; dei prezzi - aggiunge Bertinelli - con lo spostamento dei 
capitali dai mercati finanziari in difficolt&#224; alle materie prime, che ha 
portato i prodotti per l&#8217;alimentazione del bestiame a livelli da record. 
L&#8217;altro problema &#232; rappresentato dalla concorrenza sleale dei prodotti 
stranieri: come pi&#249; volte denunciato da Coldiretti, tre prosciutti su 
quattro venduti in Italia sono in realt&#224; ottenuti da maiali allevati 
all&#8217;estero, ma i consumatori non lo sanno perch&#233; non &#232; obbligatorio indicare 
in etichetta la provenienza 
 
In Umbria, come emerge dai dati provvisori del 6&#176; Censimento Generale 
dell&#8217;Agricoltura, dal 2000 al 2010, il numero di capi suini allevati &#232; 
passato da 250.112 a 180.832, con una diminuzione media delle aziende dedite 
a questo tipo di allevamento, nello stesso arco di tempo, pari al - 89,6%. 
 
Serve stringere dunque - sottolinea il presidente regionale Coldiretti 
Agabiti - le maglie troppo larghe della legislazione a partire dall&#8217;obbligo 
di indicare in etichetta la provenienza della materia prima impiegata, 
voluto con una legge nazionale approvata all&#8217;unanimit&#224; dal Parlamento 
italiano all&#8217;inizio dell&#8217;anno, ma non ancora applicato per le resistenze 
comunitarie. I cittadini consumatori infatti - continua Agabiti - debbono 
poter scegliere consapevolmente quanto acquistano e portano poi a tavola, 
verificando innanzitutto l&#8217;origine degli alimenti: un modo anche per 
restituire valore aggiunto al lavoro degli imprenditori agricoli. 
 
Dal maiale alla braciola, secondo un&#8217;analisi della Coldiretti, i prezzi 
aumentano di almeno cinque volte per effetto delle distorsioni che si 
verificano nel passaggio dalla stalla alla tavola, con gli allevatori che 
sono costretti a chiudere le stalle e i consumatori a rinunciare alla carne. 
Gli allevatori di maiali - denuncia Coldiretti - sono stretti nella morsa 
dell&#8217;aumento dei costi di produzione, con le speculazioni sulle materie 
prime che hanno determinato rincari del 17 per cento dei mangimi e delle 
distorsioni di filiera, che sottopagano il nostro prodotto ad appena 1,4 
euro al chilo mentre la braciola di maiale viene venduta mediamente a 6,85 
euro al chilo, secondo le elaborazioni sui dati sms consumatori. &#160;Il 
risultato &#232; che per ogni euro speso per l&#8217;acquisto di carne di maiale appena 
15,5 centesimi arrivano all&#8217;allevatore, 10,5 al macellatore, 25,5 al 
trasformatore e ben 48,5 alla distribuzione commerciale. Un&#8217;analisi che 
dimostra come nella forbice tra prezzi alla produzione e al consumo c&#8217;&#232; - 
conclude il presidente Agabiti - un sufficiente margine per garantire 
un&#8217;adeguata remunerazione agli allevatori e non aggravare i bilanci delle 
famiglie. 
 
&#8220;La speculazione &#232; servita a tavola&#8221;, &#8220;Voi controllate le borse noi il 
cibo&#8221;, &#8220;Meno finanza e pi&#249; stalle&#8221;, &#8220;Globalizzazione senza regole tratta il 
cibo come i frigoriferi&#8221;, &#8220;Gi&#249; le mani dal Made in Italy&#8221;, &#8220;Pi&#249; trasparenza 
in borsa e al mercato&#8221; , sono alcuni degli slogan urlati dai manifestanti 
presenti oggi a Milano &#8220;armati&#8221; di cartelli e colorate bandiere gialle. </description>

<pubDate>26 Jul 2011 12:29:25 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>7 - 20</position>

<title>Entro luglio, 4 milioni di euro alle imprese agricole umbre</title>

<title>Entro luglio, 4 milioni di euro alle imprese agricole umbre</title>

<category>CRONACA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=155</link>

<description>(numero:298 Anno:1) Dalle criticit&#224; nei pagamenti e nelle procedure di istruttoria e controllo 
delle domande riguardanti gli aiuti comunitari destinati alle imprese 
agricole umbre, all&#8217;impegno di Agea (Agenzia per le Erogazioni in 
Agricoltura) e Regione per una semplificazione ed una maggiore efficienza in 
questo ambito; dalla centralit&#224; della funzione dei &#8220;fascicoli aziendali&#8221;, al 
ruolo dei CAA (Centri di Assistenza Agricola), nello sviluppo dei servizi 
alle imprese. Questi alcuni degli argomenti al centro del Workshop svoltosi 
oggi a Perugia, presso la Sala Fiume di Palazzo Donini, promosso dalla 
Coldiretti Umbria.  
 
Fernanda Cecchini, Assessore regionale all&#8217;Agricoltura, ha sottolineato la 
grande importanza dell&#8217;incontro odierno, perch&#233; mette al centro della 
discussione tra Pubblica Amministrazione Centrale e Regionale da un lato e 
Organizzazioni delle imprese agricole, i temi della semplificazione, 
dell&#8217;efficienza e delle trasparenza. Negli ultimi anni si sono accumulate 
difficolt&#224; che non hanno sempre reso possibile un servizio di qualit&#224; a 
favore delle imprese. Pertanto &#232; avviata da tempo una discussione tra tutti 
i protagonisti del ciclo delle decisioni relative alle Politiche Agricole e 
a quelle dello Sviluppo Rurale che deve presto concretizzarsi in 
significativi, drastici, miglioramenti. Alcuni sono in corso. Altri dovranno 
intervenire di qui ai prossimi mesi. La riflessione che propone Coldiretti 
su un ragionamento di lungo periodo volto ad integrare e semplificare per 
quanto possibile tutte le procedure che coinvolgono le imprese agricole e la 
pubblica amministrazione rappresenta un punto di partenza accettabile e 
condivisibile. Si tratta ora di condividere gli strumenti concreti di tale 
strategia con una apertura mentale nuova da parte di tutti i soggetti 
coinvolti. L&#8217;Italia deve recuperare presto il tempo perduto. L&#8217;Umbria ha 
conseguito risultati importanti anche in mezzo a tante difficolt&#224; nazionali. 
Ha gi&#224; superato il target di spesa per il disimpegno automatico sia per 
l&#8217;anno 2011 che per il 2012 nel Piano di Sviluppo Rurale, ad esempio. 
Tuttavia ci&#242; non &#232; sufficiente. Occorre costruire un sistema che dia 
finalmente risposte puntuali e a basso costo per le imprese e la pubblica 
amministrazione. Siamo fiduciosi in una nuova fase di collaborazione che 
raggiunga questi risultati. Alla luce dei nuovi sviluppi che dovesse avere 
la vicenda AGEA siamo aperti a considerare tutte le opportunit&#224; anche di un 
maggiore coinvolgimento e responsabilit&#224; regionale. 
 
Per il futuro delle imprese agricole e la loro competitivit&#224; - ha affermato 
il Presidente della Coldiretti Umbria Albano Agabiti - &#232; necessario un 
deciso cambio di marcia per giungere ad un diverso rapporto, anche 
organizzativo, tra gli enti preposti alla gestione operativa delle normative 
comunitarie e nazionali del settore, fondamentali per lo sviluppo del 
territorio rurale. Sono ancora troppe infatti - ha aggiunto Agabiti - le 
imprese agricole che attendono risposte certe, a cominciare dal fronte delle 
erogazioni. Non avere garanzie sui tempi di incasso dei contributi, 
rappresenta un elemento di grande penalizzazione, con ulteriore aggravio di 
costi e quindi contrazione del reddito aziendale. Tutelare le imprese, 
significa anche valorizzarne la competitivit&#224;, il loro prezioso lavoro per 
il presidio del territorio e per la sicurezza alimentare, cos&#236; come 
richiesto tra l&#8217;altro dalle norme comunitarie e motivo per il quale le 
aziende ricevono questo tipo di aiuti. Serve inoltre - ha ribadito Agabiti - 
una reale semplificazione delle procedure amministrative, anche alla luce di 
quel principio di sussidiariet&#224; orizzontale che le recenti riforme 
regionali, stanno portando avanti. &#200; senz&#8217;altro positivo, come emerso oggi - 
ha concluso Agabiti - che entro la fine di luglio, saranno erogati alle 
imprese agricole umbre altri 4 milioni di euro circa. 
 
Il Direttore Generale di Agea Giancarlo Nanni, ha ricordato come Agea svolga 
una funzione molto complessa nell&#8217;attuazione delle normative comunitarie che 
riguardano l&#8217;agricoltura in Italia. La marcata informatizzazione delle 
procedure di istruttoria, pagamento e controllo messa in atto in questi 
anni, ha garantito un incremento nella capacit&#224; di spesa del nostro Paese e 
ha prodotto una forte spinta verso l&#8217;integrazione delle procedure 
amministrative. L&#8217;esperienza di questi anni ha mostrato pregi e difetti 
delle molteplici soluzioni organizzative adottate nelle varie Regioni, per 
ottimizzare ed informatizzare la gestione amministrativa e rendere pi&#249; 
rapidi i pagamenti alle imprese e richiede una riflessione complessiva per 
incrementare la trasparenza e la efficienza delle procedure. Il 
coordinamento delle attivit&#224; vede Agea in prima linea nella proposta di un 
modello operativo pi&#249; adeguato che valorizzi le competenze sviluppate a 
livello territoriale e promuova una nuova sinergia tra Regioni e Agenzia. Ad 
oggi infatti la molteplicit&#224; di approcci e l&#8217;elevata frequenza di modifiche 
alle norme comunitarie ha posto problemi complessi da affrontare a tutti i 
livelli, che non sempre hanno prodotto un incremento di efficienza e di 
semplificazione come era negli intenti del legislatore e degli enti 
attuatori. Per quanto riguarda il rapporto con la Regione Umbria, Agea ha 
posto in essere di recente un&#8217;iniziativa importante per portare a soluzione 
i problemi accumulatisi e sviluppare un nuovo modello di collaborazione per 
liquidare rapidamente gli aiuti degli anni precedenti e ridurre 
sensibilmente i tempi di erogazione nei prossimi anni. Parallelamente Agea 
intende sviluppare pienamente il fascicolo aziendale come strumento principe 
a servizio dei procedimenti amministrativi territoriali, valorizzando il pi&#249; 
possibile il sistema dei CAA che si &#232; rivelato un reale elemento 
acceleratore dei processi di semplificazione amministrativa. 
 
Ciro Becchetti, Coordinatore Agricoltura, Cultura e Turismo, Regione Umbria, 
ha sostenuto come negli ultimi mesi la Regione ha posto al centro delle 
proprie attenzioni il recupero di efficienza all&#8217;interno dei sistemi di 
attuazione e pagamento del Piano di Sviluppo Rurale. Per fare questo si &#232; 
impostata una collaborazione a tutto campo con ARUSIA da un lato e con AGEA 
dall&#8217;altro. Si &#232; partiti dalla condivisione totale delle informazioni; si &#232; 
poi passati alla condivisone degli obiettivi, si &#232; approdati alla 
definizione di un Piano di rientro dai ritardi nei pagamenti ai beneficiari 
accumulati dal 2007 ad oggi. Questo Piano in tre tempi prevede in 
conclusione l&#8217;entrata a regime di un sistema che paga i beneficiari in corso 
d&#8217;anno alla fine del 2011 o al massimo all&#8217;inizio del 2012 dopo aver 
azzerato tutto il pregresso. In questi giorni si stanno sostanzialmente 
completando i pagamenti relativi alle annualit&#224; 2008 e 2009. Allo stesso 
tempo si effettua una prima consistente tranche dei pagamenti residui 2010. 
I risultati cominciano ad esserci. Nascono da una forte disponibilit&#224; 
all&#8217;impegno straordinario e al cambiamento da parte di tutti i protagonisti. 
Se il Piano rispetter&#224; i tempi che si &#232; dato sar&#224; un notevole contributo 
sostanziale alle situazioni competitive delle imprese ma anche un&#8217;iniezione 
di fiducia a tutto il sistema. Oltre al Piano di rientro &#232; avviato un Piano 
di sviluppo dei sistemi di procedure e di banche dati che consenta nei 
prossimi mesi di avere un approccio integrato in grado di massimizzare 
l&#8217;efficienza delle risposte e di minimizzare i costi delle imprese. La 
centralit&#224; del Fascicolo Aziendale in questa strategia di semplificazione e 
di coinvolgimento attivo dei CAA &#232; la base di una discussione tecnica 
interna all&#8217;Umbria e allo stesso tempo aperta agli sviluppi di un nuovo 
rapporto con una rinnovata AGEA. 
 
Il Direttore della Coldiretti Umbria Alberto Bertinelli, ha tenuto a 
sottolineare come il sistema dei CAA rappresenti un&#8217;occasione irripetibile 
per un&#8217;applicazione concreta della tanta auspicata semplificazione per le 
imprese agricole, specialmente se nella condizione di esercitare nuove 
funzioni istruttorie e certificatorie. In quest&#8217;ambito - ha aggiunto 
Bertinelli - il &#8220;fascicolo aziendale&#8221;, dove devono essere raccolti tutti i 
dati relativi alle aziende agricole e presto anche della pesca, rappresenta 
uno strumento cardine. Bertinelli ha poi ricordato come un aumento 
dell&#8217;efficienza del sistema regionale dei servizi alle imprese agricole, non 
possa prescindere da una ottimizzazione dei sistemi informativi che operino 
in piena sinergia con quelli nazionali.</description>

<pubDate>21 Jul 2011 19:54:51 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>8 - 20</position>

<title>OLIO DOP UMBRIA, MODIFICA DEL DISCIPLINARE</title>

<title>OLIO DOP UMBRIA, MODIFICA DEL DISCIPLINARE</title>

<category>CRONACA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=154</link>

<description>(numero:292 Anno:1) Il superamento di quei vincoli che penalizzavano le imprese olivicole umbre, creando difficolt&#224; operative per la molitura del prodotto, costituisce senz&#8217;altro un elemento positivo per la competitivit&#224; del settore. &#200; quanto afferma Coldiretti Umbria, in riferimento alla pubblica audizione tenutasi stamane a Perugia, sulla modifica del Disciplinare di produzione dell&#8217;olio extravergine di oliva Dop Umbria, che con le variazioni apportate, consentir&#224;, tra l&#8217;altro, di poter molire le olive delle cinque sottozone nell&#8217;ambito dell&#8217;intero territorio regionale. 
Di fronte alle tante criticit&#224; attuali del settore - afferma Coldiretti - la modifica rappresenta una risposta che va nella giusta direzione auspicata dalle tante imprese agricole del comparto. 
Occorre comunque - aggiunge Coldiretti - proseguire gli sforzi per soddisfare le legittime aspirazioni in termini reddituali delle imprese olivicole, proiettate verso un mercato sempre pi&#249; attento anche alle eccellenze nostrane. In modo particolare - ribadisce Coldiretti - serve privilegiare per l&#8217;olivicoltura regionale, progetti strutturati di filiera, ampliando la diffusione dell&#8217;olio Dop; l&#8217;obiettivo &#232; quello di continuare a dare una giusta dignit&#224; a questo prodotto simbolo del cibo di qualit&#224; made in Umbria. 
Proprio per questo il comparto olivicolo - spiega Coldiretti - riveste un ruolo di primo piano anche nel progetto Coldiretti per &#8220;una filiera agricola tutta italiana&#8221;, che intende, grazie anche ai vantaggi della filiera corta, potenziare i prodotti di qualit&#224; legati al territorio di produzione, caratteristica di fondamentale importanza specialmente per l&#8217;olio di oliva, una delle eccellenze regionali, che contribuiscono in maniera determinante a dare valore aggiunto al territorio. 
In Umbria, secondo elaborazioni Coldiretti, si trovano quasi 7,5 milioni di piante di olivo che coprono oltre 27.000 ettari e permettono di produrre mediamente circa 90.000 quintali di olio l&#8217;anno; mentre l&#8217;incidenza del comparto sulla PLV agricola regionale &#232; di circa il 6%. Gli olivi sono per la maggior parte di variet&#224; Moraiolo, che &#232; la cultivar che simbolicamente e concretamente rappresenta l&#8217;olio umbro, di variet&#224; comuni come Frantoio e Leccino e di cultivar autoctone,&#160;nell&#8217;areale del Trasimeno variet&#224; Dolce Agogia, nell&#8217;areale di Giano dell&#8217;Umbria variet&#224; San Felice e Nostrale di Rigali nell&#8217;areale di Gualdo Tadino. 
La D.O.P. dell&#8217;olio extravergine di oliva Umbria, istituita nel 1997, &#232; l&#8217;unica denominazione italiana estesa all&#8217;intero territorio regionale, che &#232; stato suddiviso in cinque sottozone (Colli Assisi-Spoleto, Colli Martani, Colli del Trasimeno, Colli Amerini e Colli Orvietani). Altro snodo essenziale della qualit&#224; dell&#8217;olio umbro, &#232; il numero dei frantoi: circa 250, che, con una presenza cos&#236; capillare sul territorio, permettono la frangitura immediata delle olive, senza che queste si deteriorino per una presenza troppo lunga in magazzino prima della lavorazione.</description>

<pubDate>15 Jul 2011 13:41:24 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>9 - 20</position>

<title>Servono risposte immediate, per evitare la chiusura delle imprese</title>

<title>Servono risposte immediate, per evitare la chiusura delle imprese</title>

<category>CRONACA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=153</link>

<description>(numero:290 Anno:1) A seguito della nuova ordinanza della Provincia di Perugia, che blocca gli attingimenti dal fiume Nestore, Coldiretti ha inviato un telegramma a nome del presidente regionale Agabiti e provinciale Panichi, alla presidente della Regione Marini, a quello della Provincia di Perugia Guasticchi, all&#8217;Assessore regionale all&#8217;Agricoltura Cecchini e a quello all&#8217;Ambiente Rometti, per la convocazione urgente di un incontro e l&#8217;apertura di un Tavolo di crisi sul problema. 
 
L&#8217;urgenza si &#232; resa necessaria - spiega Coldiretti - a seguito delle gravi implicazioni che il blocco totale degli attingimenti sul Nestore, come da ordinanza di oggi della Provincia, comporter&#224; sull&#8217;attivit&#224; degli imprenditori agricoli, in particolare per quelli della zona di Marsciano, per i quali la mancanza di acqua in questo periodo, causer&#224; gravi danni economici, per le produzione orticole, tabacchicole e per il comparto zootecnico. 
 
Servono risposte immediate quindi, senza la possibilit&#224; di irrigare infatti - ribadisce Coldiretti - non potr&#224; pi&#249; esistere e sopravvivere l&#8217;attivit&#224; agricola, espressione della qualit&#224; del cibo made in Umbria, del legame con il territorio, oltre che del mantenimento dei livelli occupazionali delle realt&#224; imprenditoriali. 
 
Pur nel rispetto degli equilibri ambientali - aggiunge Coldiretti - occorre tenere nella dovuta considerazione le necessit&#224; degli imprenditori, che ogni anno in questo periodo, sono chiamati a grandi sacrifici, che oggi pi&#249; che mai potrebbero rivelarsi inutili, visti i danni irreparabili cui stanno andando incontro le colture a causa delle limitazioni dell&#8217;acqua per uso irriguo, vedendosi annullati, tra l&#8217;altro, anche quelli gi&#224; posti in essere attraverso la realizzazione di sistemi di irrigazione a basso consumo. 
 
Proprio per rappresentare la gravit&#224; della situazione, sempre nella giornata odierna, una delegazione della Coldiretti si era recata in Prefettura, per mettere a conoscenza la massima autorit&#224; di Governo sul territorio, del malcontento e della esasperazione di tanti imprenditori agricoli, che a seguito della restrizione degli attingimenti, vedono seriamente compromessa la propria attivit&#224; e i rilevanti investimenti effettuati. 
 
Intanto ad aggravare la situazione - afferma Coldiretti - c&#8217;&#232; da registrare anche quanto sta avvenendo nel territorio dell&#8217;Alta Valle del Tevere, dove, nonostante le rassicurazioni ricevute nei mesi scorsi, gli imprenditori agricoli sono alle prese con la riduzione dei flussi idrici delle condotte di Montedoglio. Anche in questo caso, Coldiretti ha chiesto un tavolo di confronto alla Comunit&#224; Montana Alta Umbria e all&#8217;Ente Irriguo Umbro Toscano, che si terr&#224; venerd&#236;. 
 
Tutta questa situazione - conclude Coldiretti - testimonia l&#8217;assoluta necessita di dare attuazione ad una effettiva politica di programmazione circa la gestione delle risorse idriche, che consenta al mondo agricolo, nel rispetto della salvaguardia ambientale, di operare, anche nella scelta degli indirizzi colturali, in un quadro di certezze, senza veder compromesso il libero esercizio di impresa. </description>

<pubDate>13 Jul 2011 18:06:13 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>10 - 20</position>

<title>Anche Coldiretti Umbria con centinaia di imprenditori, giovedì 7 luglio al Palalottomatica di Roma.</title>

<title>Anche Coldiretti Umbria con centinaia di imprenditori, giovedì 7 luglio al Palalottomatica di Roma.</title>

<category>CRONACA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=152</link>

<description>(numero:283 Anno:1) Anche una folta delegazione della Coldiretti Umbria, composta da alcune centinaia di dirigenti ed imprenditori agricoli dell&#8217;Organizzazione, guidata dal presidente regionale Albano Agabiti, da quelli di Perugia e Terni Luca Panichi e Massimo Manni e dal direttore Coldiretti Umbria Alberto Bertinelli, parteciper&#224; gioved&#236; 7 luglio a Roma, presso il &#8220;Palalottomatica&#8221;, all&#8217;Assemblea Nazionale della Coldiretti. 
L&#8217;Assemblea, con inizio alle ore 09,30, si svolger&#224; alla presenza di quindicimila coltivatori italiani provenienti dalle campagne di tutte le Regioni e Province italiane, in rappresentanza di 1,6 milioni di associati e vedr&#224; la relazione del presidente nazionale Coldiretti Sergio Marini. 
All&#8217;assise &#8220;Coldiretti ... quella straordinaria Italia del buon senso&#8221; si discuter&#224; delle strategie per valorizzare l&#8217;agricoltura e il modello agroalimentare italiano nel mondo, dove ha conquistato primati nella qualit&#224;, tipicit&#224; e nella salubrit&#224;. Al centro dei lavori c&#8217;&#232; il &#8220;Made in Italy alimentare quale leva competitiva in Italia e nel mondo&#8221;, per evidenziarne il contributo che pu&#242; offrire all&#8217;economia, all&#8217;occupazione e alla sicurezza alimentare dei cittadini, dopo le recenti emergenze. Un patrimonio del Paese che va difeso dalla concorrenza sleale che mette a rischio la sopravvivenza del sistema agricolo nazionale, la cui importanza &#232; confermata dalle speculazioni sul cibo che hanno generato le recenti tensioni internazionali. 
All&#8217;Assemblea sono invitati i maggiori esponenti del mondo accademico, rappresentanti istituzionali, responsabili delle forze sociali, economiche, sindacali e politiche nazionali ed estere. Sono previsti gli interventi del cardinale Angelo Bagnasco presidente della Conferenza Episcopale Italiana, di Gianni Alemanno Sindaco di Roma, del Ministro dell&#8217;Economia Giulio Tremonti, del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, del Ministro della Salute Ferruccio Fazio, del Ministro delle Politiche Agricole Saverio Romano e di Enrico Letta vicesegretario del PD. 
I lavori inizieranno con l&#8217;apertura presso la sala stampa del salone &#8220;I valori della nuova manualit&#224;&#8221; con le esperienze imprenditoriali del&#160;ritorno all&#8217;economia reale che &#232; in grado di offrire soddisfazioni, lavoro e reddito.</description>

<pubDate>6 Jul 2011 13:34:18 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>11 - 20</position>

<title>Insistere su origine, qualità e territorialità delle produzioni agroalimentari</title>

<title>Insistere su origine, qualità e territorialità delle produzioni agroalimentari</title>

<category>CRONACA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=151</link>

<description>(numero:277 Anno:1) Torna domani, come di consueto in Viale della Rinascita, il Mercato di Campagna Amica promosso da Coldiretti Terni. 
L&#8217;agricoltura del territorio quindi, ancora una volta protagonista con i prodotti a &#8220;Km Zero&#8221;, sani, stagionali e tracciati; cittadini e turisti potranno infatti degustare ed acquistare formaggi, salumi, olio, confetture, vino, ma anche frutta e verdura di stagione, che in questo periodo dell&#8217;anno, tra l&#8217;altro, aiutano a difendersi dal grande caldo e preparano all&#8217;abbronzatura. 
Il successo di queste iniziative - sottolinea Massimo Manni, Presidente Coldiretti Terni - va ricercato nello stretto rapporto di fiducia che si crea tra produttori e consumatori con la valorizzazione della filiera corta, che assicura acquisti convenienti e di qualit&#224; alle famiglie e contribuisce anche a sostenere il reddito degli agricoltori. Una tendenza questa, che, con il rincorrersi delle varie emergenze alimentari, assume oggi particolare rilevanza, testimoniando l&#8217;importanza di acquisti di prodotti tracciati e legati ai nostri territori. Il crescente interesse della societ&#224; - ribadisce Manni - verso i temi della sicurezza alimentare e su quanto quotidianamente portiamo sulle nostre tavole, dimostra, come occorra insistere sulla qualit&#224; e territorialit&#224; delle produzioni agroalimentari, con prodotti immediatamente riconoscibili come totalmente italiani, grazie all&#8217;etichettatura all&#8217;origine, alla trasparenza della filiera e della formazione dei prezzi e al legame con il proprio territorio. 
I prodotti presenti nei Mercati Campagna Amica Coldiretti - aggiunge Massimo Casertano Coordinatore Coldiretti Terni - provengono direttamente dalle aziende limitrofe e quindi non devono subire intermediazioni prima di arrivare sui banchi di vendita, contribuendo cos&#236; anche a ridurre l&#8217;inquinamento causato dai lunghi trasporti, tra gli artefici dei cambiamenti climatici. 
Gli appuntamenti con i Mercati di Campagna Amica - conclude Casertano - rientrano nel grande progetto nazionale Coldiretti per una &#8220;Filiera agricola tutta italiana&#8221;, che ha come obiettivo di sostenere il reddito degli agricoltori eliminando le distorsioni e tagliando le intermediazioni con l&#8217;offerta attraverso la rete di consorzi agrari, cooperative, farmers market, agriturismi e imprese agricole, di prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori, al giusto prezzo.</description>

<pubDate>30 Jun 2011 16:03:15 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>12 - 20</position>

<title>Calendario Venatorio: OK alla preadozione della Giunta Regionale</title>

<title>Calendario Venatorio: OK alla preadozione della Giunta Regionale</title>

<category>CRONACA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=150</link>

<description>(numero:275 Anno:1) Coldiretti Umbria esprime il proprio sostegno al testo preadottato dalla Giunta regionale riguardo al prossimo calendario venatorio. Pur tenendo conto delle esigenze del mondo venatorio - spiega Coldiretti - non si pu&#242; non considerare il legittimo diritto degli imprenditori agricoli a veder tutelata la propria attivit&#224;. 
 
Infatti - aggiunge Coldiretti - l&#8217;apertura della caccia cos&#236; come prevista dal calendario in discussione, nella terza domenica di settembre, rappresenta un buon compromesso che permette di tutelare le colture agricole, dando tempo agli imprenditori, di effettuare le operazioni di trebbiatura. 
 
Riguardo alla caccia al cinghiale inoltre - prosegue Coldiretti - specie che continua a causare danni considerevoli alle aziende agricole, la decisione di non posticiparne l&#8217;avvio, costituisce un segnale importante per proseguire nelle misure di contenimento degli ungulati, attuate in collaborazione con il mondo venatorio. Solo con efficaci opere di prevenzione infatti, anche definendo e dando attuazione ai Piani di gestione - ribadisce Coldiretti - che consentano di ridurre l&#8217;eccessivo numero di cinghiali, diventa possibile tutelare l&#8217;attivit&#224; degli imprenditori agricoli, alleviando, tra l&#8217;altro, gli esborsi della pubblica amministrazione dovuti per i risarcimenti. 
 
Occorre proseguire gli sforzi quindi - conclude Coldiretti - per attivare tutte quelle sinergie in grado di mantenere un giusto equilibrio dell&#8217;ambiente, tutelando al contempo, gli interessi economici delle imprese agricole, protagoniste da sempre anche di una fondamentale attivit&#224; di presidio e custodia del territorio, al pari di tanti cacciatori.</description>

<pubDate>28 Jun 2011 13:19:19 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>13 - 20</position>

<title>Problematiche della zona industriale di Ponte San Giovanni, Ponte Felcino e Ponte Valleceppi: le aziende incontrano l'Amministrazione Comunale.</title>

<title>Problematiche della zona industriale di Ponte San Giovanni, Ponte Felcino e Ponte Valleceppi: le aziende incontrano l'Amministrazione Comunale.</title>

<category>POLITICA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=149</link>

<description>(numero:274 Anno:1) Mercoled&#236; 22 giugno a Palazzo dei Priori si &#232; svolto l'atteso incontro fra una rappresentanza degli imprenditori delle zone industriali di Ponte San Giovanni, Ponte Felcino e Ponte Valleceppi e l'Amministrazione Comunale di Perugia per un confronto sulle problematiche avvertite dalle aziende operanti in questi territori. All'incontro, convocato dal Comune su richiesta della CNA di Perugia, hanno partecipato l'assessore alle Infrastruttore Ilio Liberati e l'Assessore all'Urbanistica Valeria Cardinali, il Direttore provinciale della CNA di Perugia Roberto Giannangeli, il Vice Presidente Fabrizio Salvanti ed una delegazione di imprenditori delle tre zone industriali. 
 
Al centro del dibattito c'&#232; stata la necessit&#224; di porre in essere una complessiva riqualificazione di queste aree, pur nella consapevolezza delle difficolt&#224; di bilancio dell'amministrazione. 
Il Vice Presidente della CNA Fabrizio Salvanti ha evidenziato come questo territorio, caratterizzato dalla presenza di circa 700 imprese, necessiti di provvedimenti urgenti e sostaniali proprio perch&#232; rappresenta&#160; un nodo nevralgico della nostra citt&#224;, dove sono occupati centinaia di lavoratori e dove viene generata una parte significativa dell'economia perugina. Risulta quindi particolarmente importante trovare il modo di avviare un processo condiviso di riqualificazione, nel quale la progettualit&#224; e le azioni delle istituzioni non trascurino le proposte e i suggerimenti di chi concretamente vive e opera in quel territorio. 
Pur comprendendo le difficolt&#224; di bilancio dell'amministrazione, rese ancora pi&#249; critiche dai vincoli posti dal patto di stabilit&#224;, Salvanti sottolinea che gli imprenditori soffrono tutte le conseguenze di una inadeguata presenza e attenzione del Comune nei confronti di queste aree: il risultato, sotto gli occhi di tutti, sono delle zone industriali che versano da anni in una situazione di generale degrado e abbandono, anche a discapito dell'immagine dell'intera citt&#224;. 
Le esigenze specifiche segnalate dagli imprenditori come assolutamente prioritarie riguardano innanzitutto i problemi legati alla viabilit&#224; - nell'ambito della quale si richiedono interventi pianificati con maggiore coerenza e incisivit&#224; - alla sicurezza, al servizio e ai costi della nettezza urbana all'interno della zona industriale. Merita attenzione anche la necessit&#224; di una pianificazione pi&#249; coerente, la mancanza di una chiara segnaletica stradale ed aziendale e di una adeguata manutenzione del verde pubblico, nonch&#233; l'urgenza di agevolare il riuso di edifici e di strutture abbandonate. 
&#160; 
E' chiaro, afferma l'Assessore Liberati, che le zone industriali di Perugia hanno risentito pesantemente del fatto che fino al 2007 la nostra citt&#224; &#232; stata esclusa dall'accesso ai fondi comunitari perch&#232; ritenuta &#8220;troppo ricca&#8221; secondo i parametri comunitari e che l'attuale situazione deriva dall'impossibilit&#224; di gestire con i soli fondi comunali un processo organico e strutturato di supporto alla crescita delle due aree produttive. 
&#160; 
Quello attuale, continua l'assessore Cardinali, &#232; il risultato di una sovrapposizione di interventi di urbanizzazione industriale realizzati in periodi diversi, che adesso necessiterebbero di essere messi efficacemente a sistema. In aggiunta alle difficolt&#224; legate a questo aspetto, ci sono quelle derivanti dalla complessit&#224; del processo di conciliazione degli interessi economici dei privati e quelli della collettivit&#224;, per cui spesso anche gli interventi che sarebbero possibili trovano difficolt&#224; di realizzazione. In ogni modo il Comune di Perugia, prosegue la Cardinali, si sta impegnando in maniera determinata per favorire le aziende attraverso la semplificazione della burocrazia e la revisione dei regolamenti urbanistici, anche al fine di garantire che lo sviluppo industriale sia funzionale allo sviluppo complessivo del territorio. 
&#160; 
Gli Assessori del Comune di Perugia, apprezzando l'attivit&#224; della CNA volta a monitorare le necessit&#224; delle zone industriali e ribadendo la necessit&#224; di far confluire in queste zone, anche tramite la Regione Umbria, fondi ministeriali e comunitari (come per altro &#232; gi&#224; avvenuto per la zona industriale di Sant'Andrea delle Fratte), hanno preso atto delle opinioni degli imprenditori, dando la disponibilit&#224; ad approfondire i vari aspetti e mettendo a questo scopo a disposizione le varie risorse competenti dell'amministrazione. 
In merito a questo, l'Assessore Liberati si &#232; fatto promotore dell'idea di costituire dei tavoli di lavoro e confronto, specifici per le varie zone industriali, costituiti da delegazioni di imprenditori che possano favorire in maniera costruttiva e continua il confronto con&#160; l'amministrazione comunale. 
&#160; 
Il Direttore provinciale della CNA Roberto Giannangeli ha espresso parere ampiamente positivo rispetto a questo tipo di azioni di concertazione, impegnandosi a promuovere ed attivare, con il coinvolgimento di tutte le Associazioni di Categoria, un processo che agevoli in questo modo il confronto tra le parti. 
Sulla base di questo, &#232; stato concluso che verranno a breve organizzati incontri tematici specifici dove saranno affrontate le diverse problematiche in maniera puntuale e con un approccio pi&#249; prettamente tecnico. 
L'obiettivo &#232; quello di pianificare insieme gli interventi che, nel lungo periodo, potranno consentire di riqualificare l'intera area, dando avvio anche alla progettualit&#224; necessaria per poter accedere agli indispensabili canali di finanziamento regionali, ministeriali e, soprattutto, comunitari.</description>

<pubDate>27 Jun 2011 13:17:59 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>14 - 20</position>

<title>TIR LUMACA: LA PROTESTA CONTINUA E SI RAFFORZA</title>

<title>TIR LUMACA: LA PROTESTA CONTINUA E SI RAFFORZA</title>

<category>POLITICA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=148</link>

<description>(numero:269 Anno:1) &#8220;Nel momento in cui la crisi economica &#8211; afferma Roberto Giannangeli, Direttore della CNA di Perugia - sta riverberando tutti i suoi effetti devastanti sulle piccole imprese e sui lavoratori, con caratteristiche diverse nei vari territori, nessuno pu&#242; permettersi di adottare comportamenti ondivaghi rispetto a questioni cruciali per la vita quotidiana&#8221; dei cittadini e delle imprese, come &#232; successo l&#8217;altro ieri in parlamento, dove dopo l&#8217;approvazione di ordini del giorno che impegnavano il governo a sospendere o eliminare il pedaggio sulla perugia-bettolle, lo stesso governo ha smentito gli impegni assunti. 
Nella confusione creata l&#8217;unica cosa certa per il momento &#232; che a partire dal gennaio 2012 il pedaggio si pagher&#224;: pertanto la nostra associazione conferma con forza il tir lumaca previsto per &#160;venerd&#236; 24 giugno a partire dalle ore 7.30, giorno in cui i camion, gli autobus ed i furgoni degli artigiani e piccoli imprenditori dell&#8217;Umbria, partendo dai punti di raccolta previsti: Centro fieristico Maschiella - Bastia Umbra,&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; Stazione servizio IP Zaganelli &#160;E45 &#8211; loc. Ponte Valleceppi, Stazione servizio Q8 - Grill Service Loc Sant&#8217;Andrea di Agliano, Stazione servizio TOTAL (Placidi) Loc. Ponte S. Giovanni, Uscita superstrada Castiglione del Lago, si convoglieranno a passo di lumaca verso l&#8217;autodromo di Magione dove si terr&#224; un&#8217;assemblea pubblica alla quale parteciperanno diversi rappresentanti istituzionali. Ci saranno sicuramente l&#8217;Assessore regionale alle Infrastrutture Silvano Rometti, il Presidente dell&#8217;ANCI UMBRIA Wladimiro Boccali, l&#8217;On. Gianpiero Bocci. Ci attendiamo anche la presenza degli altri parlamentari e rappresentanti istituzionali, convinti che il pedaggio da un lato, ma anche altre problematiche, come la semplificazione burocratico amministrativa, la riduzione delle tasse sui redditi da impresa e da lavoro e le infrastrutture possono e debbono essere i temi da affrontare immediatamente all&#8217;interno di un processo riformatore che abbia come obiettivo finale l&#8217;avvio di una nuova fase di crescita economica e sociale.&#8221; 
&#160;&#8220;La protesta continua. La nostra Associazione - incalza Giannangeli &#8211; &#232; pienamente d&#8217;accordo con chi ritiene che l&#8217;Umbria sia &#160;gi&#224; ampiamente penalizzata da un sistema autostradale che di fatto lambisce la regione senza servirla e con una E45 in perenne manutenzione e impercorribile. 
Attualmente sono pervenute pi&#249; di 600 adesioni da parte delle imprese umbre alle quali si uniranno quelle toscane. 
La nostra iniziativa ad oggi ha sicuramente una forza maggiore viste anche le adesioni&#160; di molti rappresentanti istituzionali a partire dal Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini insieme all&#8217;Assessore regionale alle Infrastrutture Silvano Rometti , continuando con gli Onorevoli Marina Sereni, Gianpiero Bocci, Anna Rita Fioroni, Walter Verini, Sandro Gozi; il sindaco del Comune di Perugia Wladimiro Boccali, il sindaco del comune di Foligno Nando Mismetti, il sindaco &#160;di Passignano sul Trasimeno Claudio Bellaveglia, il sindaco di Magione Massimo Alunni Proietti, il sindaco &#160;di Castiglione del Lago Sergio Batino il sindaco di Tuoro sul Trasimeno Mario Bocerani ed infine il sindaco di Marsciano Alfio Todini. L&#8217;adesione &#232; arrivata anche dall&#8217;assessore alla mobilit&#224; e trasporti Luciano Della Vecchia in rappresentanza della Provincia di Perugia, &#160;dal Presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli, dal Presidente della Provincia di Arezzo Roberto Vasai e dal Presidente dell&#8217;ACI di Perugia Ruggero Campi. 
Questa manifestazione, conclude Il Direttore CNA Roberto Giannangeli, &#232; la prima di una serie di iniziative che abbiamo intenzione di avviare in assenza di scelte chiare e condivise per avviare una nuova fase di crescita per il nostro paese, che altrimenti rischia di percorrere la stessa china della &#160;Grecia.&quot;</description>

<pubDate>22 Jun 2011 19:56:31 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>15 - 20</position>

<title>Con gli inganni a tavola, danni per imprese e consumatori</title>

<title>Con gli inganni a tavola, danni per imprese e consumatori</title>

<category>POLITICA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=147</link>

<description>(numero:269 Anno:1) Il fatto che le frodi a tavola siano quelle pi&#249; temute dagli italiani con sei cittadini su dieci (60 per cento) che le considerano pi&#249; gravi di quelle fiscali e degli scandali finanziari, secondo l&#8217;indagine Coldiretti/Swg, poich&#233; possono avere effetti sulla salute, dimostra tra l&#8217;altro, come occorra insistere per una completa tracciabilit&#224; degli alimenti, sulla qualit&#224; e territorialit&#224; delle produzioni agroalimentari. &#200; quanto affermato da Albano Agabiti presidente Coldiretti Umbria, in riferimento al primo Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia realizzato da Coldiretti e Eurispes presentato ieri a Roma, dove per l&#8217;occasione a Palazzo Rospigliosi, &#232; stato aperto un vero e proprio &#8220;Salone degli inganni&#8221;. 
 
L&#8217;iniziativa - spiega il presidente Agabiti - cui ha preso parte una delegazione della Coldiretti Umbria, &#232; servita anche per ribadire come i cittadini-consumatori debbono poter scegliere consapevolmente quanto acquistano e portano poi a tavola, verificando innanzitutto l&#8217;origine degli alimenti. Un modo - aggiunge Agabiti - anche per restituire valore aggiunto al lavoro degli imprenditori agricoli, alle prese loro malgrado come gli altri cittadini, con il fatto ad esempio che tre prosciutti su quattro venduti in Italia in realt&#224; derivano da maiali allevati all&#8217;estero anche se agli occhi del consumatore sembrano tutti italiani, con un evidente danno pure per la zootecnia made in Umbria, per un mercato influenzato da prodotti provenienti dall&#8217;estero. Per accorciare la filiera e rendere pi&#249; diretto il rapporto tra produttori e consumatori la Coldiretti - ribadisce Agabiti - &#232; impegnata nel progetto per una filiera agricola tutta italiana, per arrivare ad offrire direttamente senza intermediazioni, attraverso i mercati degli agricoltori, le botteghe di campagna amica e le nostre cooperative, i prodotti agricoli italiani garantiti al cento per cento dagli stessi agricoltori. 
 
All&#8217;interno della filiera agro-alimentare - afferma il direttore Coldiretti Umbria Alberto Bertinelli - l&#8217;agricoltura &#232; il comparto con il minor potere contrattuale e con gli utili pi&#249; bassi, tra tutti gli attori che vi operano, con le aziende agricole che continuano a soffrire molto a causa della forte diminuzione dei prezzi all&#8217;origine, a cui si deve aggiungere l&#8217;aumento dei costi dei mezzi di produzione. Sono molteplici - aggiunge Bertinelli - le cause che rendono l&#8217;agricoltura l&#8217;anello debole della filiera tra cui, la scarsa trasparenza nella formazione dei prezzi, il numero troppo elevato di intermediari, con il conseguente moltiplicarsi dei costi, sino ad arrivare alle falsificazioni e imitazioni agroalimentari, il cui valore &#232; pari al triplo di quello dell&#8217;export Made in Italy originale. L&#8217;idea, il progetto e l&#8217;impegno proposti da Coldiretti per combattere questo stato di cose, stanno quindi nella creazione di una filiera agricola, italiana e firmata: con prodotti immediatamente riconoscibili come totalmente italiani, grazie all&#8217;etichettatura all&#8217;origine, alla trasparenza della filiera e della formazione dei prezzi, e al legame con il proprio territorio. 
 
  
 
GLI INGANNI A TAVOLA 
 
    il 33 per cento dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati (per un valore di 51 miliardi di euro) deriva da materie prime importate e rivendute col marchio Made in Italy 
    3 prosciutti su 4 sono ottenuti da maiali stranieri ma non si vede 
    1 mozzarella su 4 non &#232; ottenuta direttamente dal latte ma da cagliate spesso importate 
    Formaggini sono spesso prodotti da polvere di caseina e formaggi fusi 
    2 prodotti alimentari di tipo italiano su 3 all&#8217;estero sono imitazioni </description>

<pubDate>22 Jun 2011 18:22:49 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>16 - 20</position>

<title>Rinnovato il contratto applicato alle imprese artigiane e alle Pmi dell'Area Meccanica</title>

<title>Rinnovato il contratto applicato alle imprese artigiane e alle Pmi dell'Area Meccanica</title>

<category>POLITICA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=146</link>

<description>(numero:269 Anno:1) Lo scorso 16 giugno, al termine di 16 ore di trattativa, le Associazioni  
Datoriali dell'artigianato CNA, Confartigianato, CASA e CLAAI e le  
Organizzazioni Sindacali dei lavoratori FIOM-CGIL, FIM-CISL e UILM-UIL,  
hanno sottoscritto l'accordo di rinnovo del CCNL Area Meccanica che  
accorpa i previgenti contratti nazionali dei settori metalmeccanica ed  
istallazione impianti, orafi -- argentieri ed odontotecnici. 
 
Si tratta di una intesa molto importante che rinnova il contratto di  
riferimento per circa 150.000 imprese e 550.000 lavoratori  
ridefinendone, dopo oltre dieci anni, anche la normativa contrattuale. 
 
Il significato politico dell'accordo travalica comunque anche  
l'importanza dei settori interessati. 
 
In primis riconferma la peculiarit&#224; e la dignit&#224; del modello  
contrattuale per l'artigianato, che si ipotizzava di standardizzare con  
una contrattazione unica; in secondo luogo si deve sottolineare la  
ricomposizione del quadro della rappresentanza sindacale FIOM, FIM e  
UILM non scontata in quest'ultimo periodo, a testimonianza dell'estrema  
attenzione del Sindacato nei confronti dei lavoratori delle piccole  
imprese in genere e dell'Artigianato in particolare. 
 
Sul piano normativo, l'accordo prevede: 
 
&#160;&#160;&#160;* la regolamentazione dell'apprendistato professionalizzante per 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;tutti i settori con una durata massima di 5 anni e 6 mesi e con 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;una retribuzione concordata in misura graduale rispetto 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;all'anzianit&#224; di servizio partendo dal 70% del salario tabellare 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;di uscita dell'apprendista; 
&#160;&#160;&#160;* la contrattualizzazione del diritto alle prestazioni della 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;bilateralit&#224; e la contribuzione al fondo di assistenza sanitaria, 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;contestualmente all'avvio del fondo; 
&#160;&#160;&#160;* la disciplina dell'istituto del part-time con la normativa 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;relativa alle clausole flessibili ed elastiche; 
&#160;&#160;&#160;* la revisione dei contratti a tempo determinato sia in termini di 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;definizione di nuovi limiti quantitativi nell'utilizzo 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;dell'istituto, sia ai limiti temporali con la possibilit&#224; della 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;loro ulteriore estensione di 8 mesi al fine di rendere pi&#249; 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;flessibile la gestione del rapporto di lavoro e di favorire nuove 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;assunzioni; 
&#160;&#160;&#160;* nella sfera di applicazione &#232; stata riportata la legge 122/92 per 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;la definizione delle imprese operanti nel settore 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;dell'autoriparazione e per il settore orafo -- argentiero &#232; stata 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;inserita l'attivit&#224; di restauro e la costruzione e riparazione di 
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;manufatti. 
 
Le Federazioni Regionali di CNA e Confartigianato Imprese dell'Umbria,  
ribadendo la coesione della rappresentanzadel comparto artigiano in  
Umbria da pi&#249; di un ventennio, hanno gi&#224; convocato un tavolo unitario  
che, tra le priorit&#224; da affrontare, prevede in aggiunta all'agenda dei  
lavori la contrattazione regionale di secondo livello per il comparto  
stesso.</description>

<pubDate>22 Jun 2011 11:08:36 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>17 - 20</position>

<title>Sicurezza, lavoro ed ignee degli alimenti</title>

<title>Sicurezza, lavoro ed ignee degli alimenti</title>

<category>CRONACA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=145</link>

<description>(numero:263 Anno:1) Sicurezza nei luoghi di lavoro e igiene degli alimenti, sono due degli ambiti che vedono Impresa Verde Perugia, societ&#224; di servizi del sistema Coldiretti Umbria, impegnata nell&#8217;attivit&#224; formativa delle imprese agricole umbre. 
&#200; quanto rende noto Coldiretti Umbria, nel ricordare come si siano aperte le iscrizioni ai corsi di formazione per la sicurezza e in particolare sugli obblighi previsti dal decreto legislativo n.81/08 e sull&#8217;HACCP per quanto riguarda l&#8217;igiene degli alimenti. 
Per la sicurezza i corsi in programma a Perugia e Terni - spiega Coldiretti - andranno a formare la figura di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), l&#8217;addetto al primo soccorso, l&#8217;addetto antincendio e il Rappresentante della Sicurezza dei Lavoratori (RLS). 
Per l&#8217;HACCP/Igiene degli alimenti, le iscrizioni - sottolinea Coldiretti - riguarderanno in questa fase un corso base a Perugia e due di aggiornamento a Todi e Terni, partendo dalla normativa di riferimento, i regolamenti CE n. 852/2004 e 853/2004 e dalla normativa regionale, per poi trattare temi pi&#249; specifici come ad esempio le corrette prassi igieniche nella produzione, trasformazione, trasporto, stoccaggio e vendita/somministrazione degli alimenti. 
In un momento di profondo rinnovamento per il settore agricolo e con il susseguirsi di nuove normative - sostiene Coldiretti - cambia il profilo degli operatori e cresce la richiesta di professionalit&#224; qualificate; aumenta cos&#236; il bisogno di maggiori competenze ed il ruolo delle risorse umane rappresenta sempre pi&#249; un fattore strategico per una moderna agricoltura multifunzionale. Attraverso interventi finalizzati all&#8217;aggiornamento degli imprenditori e alla riqualificazione del personale, Coldiretti prosegue quindi nel suo impegno verso la formazione, che riveste un ruolo sempre pi&#249; importante ponendosi, tra l&#8217;altro, come elemento fondamentale per la competitivit&#224; e professionalit&#224; delle imprese agricole. 
Chiunque fosse interessato a partecipare e/o a ricevere ulteriori informazioni, pu&#242; contattare quanto prima Coldiretti Umbria ai numeri di tel. 0755067648/0755067603 o consultare il sito www.umbria.coldiretti.it nella sezione dedicata ai corsi di formazione e aggiornamento.</description>

<pubDate>16 Jun 2011 12:51:57 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>18 - 20</position>

<title>T.I.R. Lumaca. Presentata oggi in Cna la manifestazione interregionale del 24 giugno</title>

<title>T.I.R. Lumaca. Presentata oggi in Cna la manifestazione interregionale del 24 giugno</title>

<category>CRONACA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=144</link>

<description>(numero:261 Anno:1) Una manifestazione interregionale per dire un no deciso all&#8217;introduzione del pedaggio sul raccordo stradale Perugia &#8211; Bettolle a partire dal 2012. 
Erano presenti gli stati maggiori della Cna dell&#8217;Umbria e della Cna di Arezzo alla conferenza stampa di presentazione dell&#8217;iniziativa di protesta &#8220;Tir lumaca&#8221; che si snoder&#224; sulla bretella stradale di collegamento tra Perugia e la Toscana la mattina del 24 giugno 2011, per concludersi con un&#8217;assemblea all&#8217;autodromo di Magione. L&#8217;appuntamento &#232; per le 7.30 del mattino nei vari punti di raccolta individuati per chi proviene dai vari territori: 
&amp;#8203;Mezzi provenienti da Spoleto &#8211; Foligno &#8211; Bastia 
Centro fieristico Maschiella (Bastia Umbra) 
&#8226;&amp;#8203;Mezzi provenienti da Citt&#224; di Castello - &#160;Umbertide &#8211; Gubbio 
Stazione servizio IP (Zaganelli) E45 &#8211; loc. Ponte Valleceppi 
&#8226;&amp;#8203;Mezzi provenienti da Todi &#8211; Marsciano &#8211; Deruta 
Stazione servizio Q8 (Grill Service) &#8211; SS 3 Bis E45 &#8211; Km 66,830 &#8211; Loc Sant&#8217;Andrea di Agliano 
&#8226;&amp;#8203;Mezzi provenienti da Perugia e zone limitrofe 
Stazione servizio TOTAL (Placidi) &#8211; E45 Km 69,670 &#8211; Loc. Ponte S. Giovanni 
&#8226;&amp;#8203;Mezzi provenienti da Toscana - Castiglione del Lago &#8211; Magione &#8211; Tuoro &#8211; Passignano &#8211; San Feliciano &#8211; Citt&#224; della Pieve 
Uscita superstrada Castiglione del Lago (direzione Perugia) 
&#8220;Prevediamo la presenza di almeno 500 automezzi che occuperanno una sola corsia di marcia &#8211; annuncia Roberto Giannangeli, direttore della Cna provinciale di Perugia, promotore dell&#8217;iniziativa -. Ma non escludiamo una partecipazione addirittura superiore perch&#233; le adesioni continuano a pervenire ai nostri uffici. Su questo tema stiamo ottenendo un consenso diffuso, a dimostrazione che i timori sono largamente condivisi, sia tra le imprese che tra i cittadini&#8221;. 
Annunciate le adesioni di numerosi parlamentari eletti in Umbria, di rappresentanti delle istituzioni umbre e Toscane, della Cna di Siena. &#8220;Riteniamo che l&#8217;introduzione del pedaggio su una strada priva, oltretutto, delle caratteristiche tecniche adeguate, sia un&#8217;autentica follia &#8211; afferma Andrea Sereni, presidente della Cna provinciale di Arezzo -. Mancano le corsie di emergenza, aree di sosta e parcheggio per i mezzi pesanti, il manto stradale &#232; ampiamente dissestato, con pesanti conseguenze in termini di sicurezza. Senza contare che non esiste una viabilit&#224; secondaria alternativa degna di questo nome. Il ministro Altero Matteoli ha affermato che il pedaggio servir&#224; anche alle spese di adeguamento del raccordo, ma non si pu&#242; chiedere ai cittadini e alle imprese di pagare in anticipo per servizi che, forse, si otterranno solo domani&#8221;. 
Unanime la contrariet&#224; espressa dalle associazioni provinciali della Fita (trasporto merci e persone) di Arezzo, Perugia e Terni, rappresentate da Giuseppe Brasini, Enrico Ceccarelli e Piero Guidetti &#8220;Il pedaggio rappresenta un&#8217;ulteriore tassa per le imprese, soprattutto per quelle del settore trasporti, gi&#224; penalizzate dai continui aumenti del gasolio, del bollo, delle polizze assicurative, delle tasse di soggiorno introdotte in vari comuni&#8221;. 
&#8220;Invitiamo il ministro a riflettere maggiormente su una decisione che dannegger&#224; le imprese, i cittadini, il turismo &#8211; dichiara Giancarlo Cardinali, vice presidente della Cna provinciale di Perugia -. Si concentrino invece le risorse per risolvere gli enormi problemi infrastrutturali del territorio, privo di collegamenti stradali e ferroviari&#8221;. 
&#8220;L&#8217;occasione &#8211; conclude Giannangeli &#8211; servir&#224; anche a ribadire la richiesta di nuove politiche per favorire la crescita della piccola impresa diffusa&#8221;.</description>

<pubDate>14 Jun 2011 13:19:34 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>19 - 20</position>

<title>Nuova legge sull’agriturismo, lotta all’abusivismo</title>

<title>Nuova legge sull’agriturismo, lotta all’abusivismo</title>

<category>POLITICA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=143</link>

<description>(numero:261 Anno:1) La proposta per una nuova legge regionale sull&#8217;agriturismo, necessaria per 
cogliere al meglio tutte le opportunit&#224; di diversificazione del settore, 
basata tra l&#8217;altro, sulla valorizzazione dell&#8217;impresa agricola 
multifunzionale e delle produzioni locali a &#8220;Km Zero&#8221;, l&#8217;impegno per la 
lotta all&#8217;abusivismo ricettivo e applicazione della Tia/Tarsu: questi gli 
argomenti principali al centro dei lavori dell&#8217;Assemblea di Terranostra 
Umbria, l&#8217;associazione per l&#8217;agriturismo, l&#8217;ambiente e il territorio della 
Coldiretti.  
 
Un&#8217;Assemblea molto partecipata e ricca di interessanti tematiche e 
progettualit&#224;, svoltasi ieri alla presenza del presidente e della segretaria 
nazionale di Terranostra, Tulio Marcelli e Silvia Bosco. 
 
L&#8217;agriturismo in Umbria - ha ricordato il presidente della Coldiretti 
regionale Albano Agabiti intervenuto all&#8217;Assemblea - conta, secondo dati 
Istat, 1.020 strutture, con 328 che fanno ristorazione e 892 attivit&#224; varie 
e permette all&#8217;impresa agricola multifunzionale di acquisire un importante 
valore aggiunto, costituendo un elemento qualificante dell&#8217;agricoltura 
locale e configurandosi anche come un ottimo veicolo per la promozione delle 
produzioni agroalimentari umbre. Oggi il consumatore - ha aggiunto Agabiti - 
mira sempre pi&#249; a prodotti di qualit&#224; legati al territorio, quindi occorre 
saper rispondere anche a queste esigenze, nell&#8217;ambito di un quadro normativo 
&#8220;certo&#8221; e moderno. 
 
Il presidente di Terranostra Marcelli, ha spiegato i nuovi obiettivi 
perseguiti dall&#8217;associazione a livello nazionale: un&#8217;associazione dinamica - 
ha sottolineato - rinnovata, che punta a consolidare il rapporto con le 
numerose aziende agrituristiche, partendo da una nuova e coordinata immagine 
sull&#8217;intero territorio. Gli agriturismo - ha aggiunto Marcelli - sono parte 
integrante del progetto Coldiretti per una filiera agricola tutta italiana e 
delle iniziative di Campagna Amica, come quelle della filiera corta e della 
vendita diretta nei Punti aziendali accreditati. 
 
&#200; toccato alla segretaria nazionale di Terranostra Silvia Bosco, illustrare 
come ci si sta muovendo nell&#8217;ambito della promozione, tramite ad esempio le 
nuove funzionalit&#224; del portale di Terranostra, che si pone un obiettivo 
ambizioso, arrivare alle prenotazioni &#8220;on line&#8221;, per mettere a disposizione 
dei soci, uno strumento utile e vantaggioso per il reddito delle imprese. 
 
Il direttore regionale Coldiretti Alberto Bertinelli e il presidente di 
Terranostra Umbria Francesco Gradassi, hanno ribadito, tra l&#8217;altro, 
l&#8217;impegno profuso a livello regionale sul fenomeno dell&#8217;abusivismo 
ricettivo, per tenere alta l&#8217;attenzione su una &#8220;pratica&#8221; che danneggia i 
turisti-consumatori alla ricerca di una vera struttura ricettiva 
agrituristica e le imprese che lavorano nel pieno rispetto della legge. 
Altro argomento molto sentito dalle imprese, quello della Tia/Tarsu, nel cui 
ambito - hanno sottolineato Bertinelli e Gradassi - spesso, ai fini della 
determinazione, non si tiene conto di come l&#8217;attivit&#224; agrituristica sia 
connessa a quella agricola e non rappresenti un&#8217;attivit&#224; autonoma, inoltre 
vanno considerate anche &#8220;stagionalit&#224;&#8221; e capacit&#224; ricettiva dell&#8217;attivit&#224; 
stessa. Prosegue anche l&#8217;impegno di Terranostra Umbria - hanno concluso - 
nell&#8217;accompagnare le imprese agricole nel progetto di sviluppo del turismo 
regionale, messo in campo attraverso il bando TAC 2.</description>

<pubDate>14 Jun 2011 12:02:21 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>

<item>

<position>20 - 20</position>

<title>Nuova legge sull’agriturismo, lotta all’abusivismo</title>

<title>Nuova legge sull’agriturismo, lotta all’abusivismo</title>

<category>POLITICA</category>

<link>http://www.100vetrine.info/giornale.asp?sez=articoli&amp;id=142</link>

<description>(numero:261 Anno:1) La proposta per una nuova legge regionale sull&#8217;agriturismo, necessaria per 
cogliere al meglio tutte le opportunit&#224; di diversificazione del settore, 
basata tra l&#8217;altro, sulla valorizzazione dell&#8217;impresa agricola 
multifunzionale e delle produzioni locali a &#8220;Km Zero&#8221;, l&#8217;impegno per la 
lotta all&#8217;abusivismo ricettivo e applicazione della Tia/Tarsu: questi gli 
argomenti principali al centro dei lavori dell&#8217;Assemblea di Terranostra 
Umbria, l&#8217;associazione per l&#8217;agriturismo, l&#8217;ambiente e il territorio della 
Coldiretti.  
 
Un&#8217;Assemblea molto partecipata e ricca di interessanti tematiche e 
progettualit&#224;, svoltasi ieri alla presenza del presidente e della segretaria 
nazionale di Terranostra, Tulio Marcelli e Silvia Bosco. 
 
L&#8217;agriturismo in Umbria - ha ricordato il presidente della Coldiretti 
regionale Albano Agabiti intervenuto all&#8217;Assemblea - conta, secondo dati 
Istat, 1.020 strutture, con 328 che fanno ristorazione e 892 attivit&#224; varie 
e permette all&#8217;impresa agricola multifunzionale di acquisire un importante 
valore aggiunto, costituendo un elemento qualificante dell&#8217;agricoltura 
locale e configurandosi anche come un ottimo veicolo per la promozione delle 
produzioni agroalimentari umbre. Oggi il consumatore - ha aggiunto Agabiti - 
mira sempre pi&#249; a prodotti di qualit&#224; legati al territorio, quindi occorre 
saper rispondere anche a queste esigenze, nell&#8217;ambito di un quadro normativo 
&#8220;certo&#8221; e moderno. 
 
Il presidente di Terranostra Marcelli, ha spiegato i nuovi obiettivi 
perseguiti dall&#8217;associazione a livello nazionale: un&#8217;associazione dinamica - 
ha sottolineato - rinnovata, che punta a consolidare il rapporto con le 
numerose aziende agrituristiche, partendo da una nuova e coordinata immagine 
sull&#8217;intero territorio. Gli agriturismo - ha aggiunto Marcelli - sono parte 
integrante del progetto Coldiretti per una filiera agricola tutta italiana e 
delle iniziative di Campagna Amica, come quelle della filiera corta e della 
vendita diretta nei Punti aziendali accreditati. 
 
&#200; toccato alla segretaria nazionale di Terranostra Silvia Bosco, illustrare 
come ci si sta muovendo nell&#8217;ambito della promozione, tramite ad esempio le 
nuove funzionalit&#224; del portale di Terranostra, che si pone un obiettivo 
ambizioso, arrivare alle prenotazioni &#8220;on line&#8221;, per mettere a disposizione 
dei soci, uno strumento utile e vantaggioso per il reddito delle imprese. 
 
Il direttore regionale Coldiretti Alberto Bertinelli e il presidente di 
Terranostra Umbria Francesco Gradassi, hanno ribadito, tra l&#8217;altro, 
l&#8217;impegno profuso a livello regionale sul fenomeno dell&#8217;abusivismo 
ricettivo, per tenere alta l&#8217;attenzione su una &#8220;pratica&#8221; che danneggia i 
turisti-consumatori alla ricerca di una vera struttura ricettiva 
agrituristica e le imprese che lavorano nel pieno rispetto della legge. 
Altro argomento molto sentito dalle imprese, quello della Tia/Tarsu, nel cui 
ambito - hanno sottolineato Bertinelli e Gradassi - spesso, ai fini della 
determinazione, non si tiene conto di come l&#8217;attivit&#224; agrituristica sia 
connessa a quella agricola e non rappresenti un&#8217;attivit&#224; autonoma, inoltre 
vanno considerate anche &#8220;stagionalit&#224;&#8221; e capacit&#224; ricettiva dell&#8217;attivit&#224; 
stessa. Prosegue anche l&#8217;impegno di Terranostra Umbria - hanno concluso - 
nell&#8217;accompagnare le imprese agricole nel progetto di sviluppo del turismo 
regionale, messo in campo attraverso il bando TAC 2.</description>

<pubDate>14 Jun 2011 12:02:05 +0100</pubDate>

<author>Stilografica</author>

</item>


</channel>

</rss>

